mercoledì 26 agosto 2015

Bizzarrie peskaresi

Nei giorni scorsi si è visto che Bagnai ha uno strano vizietto: pubblica un libro per sostenere una ipotesi e dopo pochi mesi la sconfessa.

Nel novembre del 2012 Bagnai pubblica il "Tramonto dell'euro" per dimostrare che per l'Italia sarebbe meglio uscire al più presto dalla moneta unica.

Dopo pochi mesi Bagnai aderisce  al "Manifesto di solidarietà europea" che ipotizza uno scenario del tutto diverso:  l'Italia potrebbe rimanere per qualche tempo o forse per sempre nell'euro a patto che esca la Germania con qualche altro paese del Nord.

Nel novembre del 2014 Bagnai pubblica "L'Italia può farcela" per proporre uno scenario ancora diverso: nel nuovo libro si parla genericamente di dissoluzione controllata dell'Eurozona.

Nelle ultime settimane, Bagnai ha cambiato nuovamente prospettiva : la dissoluzione controllata non viene più considerata una soluzione fattibile.

Il sistema esploderà, come ha scritto poco fa.

And there is nothing we can do, come aveva scritto giorni fa.

Oggi il vizietto ha preso una piega nuova: Bagnai ha scritto un lungo sermone ( pesante e prolisso più del solito) per proporre una Commissione per la Verità e la Riconciliazione

Bagnai afferma di non essere più tanto interessato al quando e al come esploderà il sistema quanto al dopo ( Quindi, sinceramente, a me il problema del quando e del come interessa sempre meno. Quello che mi interessa sempre di più è il problema di come gestire la ricostruzione ).


Lo scopo di questa CVR?  Secondo Bagnai solo una Commissione per la Verità e la Riconciliazione potrà permetterci di superare veramente questo clima di apartheid, di caccia alle streghe, senza uno strascico di rancori, e potrà costituire il laboratorio per tentare un esperimento che in quasi due millenni di storia non è riuscito a nessuno: dare un senso alla parola "italiano", far convergere questo concetto, che negli ultimi decenni ha oscillato violentemente e pericolosamente dall'esaltazione nazionalistica più bieca, alla depressione autorazzista più feroce.


C'è però un problema: secondo lo stesso Bagnai  è un compito impossibile.

Per farla breve, se fino a poco tempo fa Bagnai scriveva un libro e poi ne sconfessava la proposta principale dopo qualche mese, adesso Bagnai scrive un post per fare una proposta che subito riconosce come impossibile da realizzare.

Oggi Bagnai ha inventato un nuovo genere di comunicazione sul web : il post inutile.

Con Bagnai non ci si annoia mai, lui trova sempre qualcosa per farsi notare (speriamo però, lo dico per lui, che non faccia la fine di Donald) !

96 commenti:

  1. Ci sono due cose che non hai sottolineato:
    1) Illo teme in questi giorni di essere tacciato come " cattivo maestro " e subito compare una mail strappalacrime di un allievo che lo ricorda come un maestro buonissimo.
    2) "governare gli italiani non è impossibile" è inutile è stato già detto o sbaglio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 1) Ti anticipo che sto preparando un post dal titolo Bagnai è un cattivo maestro?

      2) Bagnai non è un intellettuale di sinistra come lui crede di essere, è un intellettuale organico alla destra.

      Elimina
    2. Quello che mi fa sorridere è che proprio chi ha fondato la propria propaganda contro il cosiddetto autorazzismo mostri oggi il massimo disprezzo per il popolo bue, per la massa.

      Elimina
    3. E dove sta questa mail?

      Elimina
    4. Ippolito si riferisce alla lettera che fa da preambolo al post pubblicato ieri

      Elimina
    5. Che poi non credo si possa pubblicare una mail privata, una cosa è un commento sul blog un' altra una missiva privata.

      Elimina
    6. Ippolito, non è vero che "dimostri oggi il massimo disprezzo per il popolo bue".
      Lo ha sempre detto chiaramente ma anche i suoi atteggiamenti parlavano chiaro.

      Quando poi nel suo ridicolo CVR parla di riconciliazione...e lí abbiate pazienza ma se non si capisce il sottotesto significa che non si è molto svegli.
      A lui della "rivolta", della "sollevazione" ma anche della "uscita unilaterale dall'euro" non interessa una mazza.
      Pensa tu un CLN...oh, ma quando mai ti fanno più entrare nei salotti se aderisci a un CLN con...PASQUINELLI...BARNARD...ma vedrai che i seguaci non smetteranno di adorare...e un po' ha ragione anche oui sul popolo bue, va detto...

      Elimina
    7. Bagnai è anche ossessionato dalle tecniche di spin, che maneggia con alterna fortuna: quella delle lettere false potrebbe essergli particolarmente congeniale. Immaginate un imprenditore distrutto, un padre disoccupato, che scrivano di aver avuto l'illuminazione del vate: se le lettere sono toccanti e ben contestualizzate, le donazioni aumentano. Una volta verificata la correlazione, si affina lo strumento e lo si usa.

      Elimina
  2. Pur di non parlare di CLN (copyright marxisti dell'Illinois) si inventa la CVR (Commissione per la Verità e la Riconciliazione). Un simpaticone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bagnai è un avanguardista duro e puro: lui non segue gli altri, sono gli altri che devono seguire lui. Quando gli altri lo seguono, lui si sposta ancora più in là.

      P.S. Se il cancello è ancora aperto, domani comincio a commentare il tuo post L'impossibile quadratura del cerchio

      Elimina
    2. Ho fatto caso solo adesso al seguente passaggio:

      Sento parlare, in giro per il mondo, di Comitati di Liberazione Nazionale. Ne hanno parlato su a/simmetrie Boghetta, Dal Monte e Magoni (il 15 luglio), poi ne ha parlato Fassina (il 27 luglio), poi ne ha parlato Jacques Sapir (il primo agosto). Hai detto bene: qui siamo anni avanti. Conosco tutte le persone che stanno parlando di CLN in giro per l'Europa, e sono il presidente dell'associazione dove questa proposta è stata lanciata, a seguito di un dibattito che mi ha coinvolto.

      E' quasi inutile dire che si tratta di una spudorata falsificazione della verità storica : la proposta del CLN è stata lanciata già da tempo da Paolo Barnard e dai Marxisti dell'Illinois, Bagnai e la sua congrega sono solo dei copioni.

      Elimina
    3. Da quanto tempo?
      Te lo chiedo per un motivo semplicissimo.
      Durante un suo convegno, al momento in cui la parola venne data al pubblico, intervenni proprio per sottolineare la necessità di costituire un CLN. La mia tesi fu: dal momento che siamo in guerra, anche se non combattuta con armi da fuoco, il che è anche peggio per motivi evidenti, la storia ci insegna che la soluzione più efficace è quella del CLN. Malgrado un'evidente approvazione del pubblico presente, Barnard mi rispose: "E chi pensi che ci stia?" Volendo significare che si trattava di una proposta priva di interesse per chicchessia.
      Avrei voluto dirgli: chiunque abbia davvero a cuore le sorti di questo paese e di chi lo popola, ma come è immaginabile non era prevista controproposta alcuna.
      Se non ricordo male era il giugno 2013.

      Elimina
    4. P.S.
      Ovviamente la stessa proposta la feci anche a Illo, che mi rispose "Lasciami fuori".

      Elimina
    5. "CLN "è troppo matarialista.
      "Commissione per la Verità e la Riconciliazione" suona più misticistico-messianico.

      Elimina
    6. Bene.
      Nettamente dopo la proposta che gli feci pubblicamente di persona.

      Il che non vuol dire nulla, ma conferisce il significato più corretto alla sua risposta vagamente strafottente: "e chi vuoi che ci stia".

      Lo stesso vale per Bagnai.
      "Lasciami fuori"

      Che forse tradotto dalla sua neolingua, come giustamente ha rilevato Fiorenzo, vuol dire "Perché mi devo fare il mio CLN personale".

      Tutti bravi a fare i profeti con le idee degli altri...

      Piccola riflessione a piè di pagina:
      davvero crediamo di poterci salvare in mano a gente simile?

      Elimina
    7. @Yanez: il cancello è aperto. Solo per quel post però. Resto cocciutamente dell'idea che in politica ci si mette la faccia (e nella guerra di liberazione il nome di battaglia).

      Elimina
  3. Commissione per la Verità e Riconciliazione? Mah, non so se c'entri qualcosa ma una volta un signore più anziano di me mi disse: "Il clima che si respira in Italia in questi anni mi ricorda quello degli anni di piombo" dove per anni di piombo non intendeva la violenza e le sparatoie ma proprio il clima di fondo "Poi però arrivarono il Drive-In, Heather Parisi e le fighe in costume, e tutti dimenticarono quegli anni".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il pelo c' entra sempre, è uno dei motori della disuguaglianza che raggiunge il suo culmine nello " ius primae noctis "

      Elimina
  4. Scusate, ma davvero credete che quando la gente vede "spalancarsi il baratro dell'insicurezza" allora prende coscienza (di classe)?
    Storicamente succede esattamente il contrario.
    Di fronte alla insicurezza causata dalla perdita dei propri punti di riferimento culturali e politici si comincia a temere per la propria sopravvivenza materiale, si perde la fiducia nelle proprie capacità prgettuali e a quel punto accade sempre, senza eccezione storica, che ci si sottometta al vincitore.
    Nella vostra visione molto arcadico-idilliaca il buon cittadino arrivato sulle soglie della schiavitù si ribella sentendo la necessità di comprendere la propria dimensione di gruppo ; ma scusate, se succedesse non esisterebbe la schiavitù che invece costituisce le vere fondamenta di ogni sistema economico in ogni epoca (se volete informatevi su come lavorano oggi i caporali in Puglia, tanto per dire).
    Il potere invece sa perfettamente che se porta all'insicurezza le persone queste si arrendono e da popolo, o da molto ipotetica "classe", diventano massa informe del tutto incapace non solo di una risposta politica organizzata ma di qualsiasi reazione al dominio e allo sfruttamento di cui sono vittime/complici.

    Insomma siamo sicuri che sarà la coscienza di classe la scintilla della risposta politica?
    Siamo sicuri che il semplice fatto di scoprire che si hanno dei bisogni materiali in comune con altra gente genererà la mitologica "coscienza di classe"?
    Secondo me la classe sociale, con i suoi "interessi materiali condivisi", non è né mai sarà il luogo della formazione della coscienza politica degli sfruttati.
    Occorre una ricostruzione ideologica fondata su tutt'altro che questi "interessi materiali" che porti alla rinascita di uno spirito di sacrificio che è il presupposto ineludibile di qualsiasi lotta contro un nemico più forte.
    E lo spirito di sacrificio però significa solamente essere capaci di rinunciare alla soddisfazione di bisogni materiali in nome di un ideale...

    Questo non si riesce a comprenderlo in nessun modo e infatti a otto anni dallo scoppio della crisi siamo sotto zero in quanto a risposta politica.
    I marxisti dell'Illinois ad esempio sono anni e anni che continuano a ripetere che il risveglio avverrà quando la gente sarà ridotta un miseria.
    Dove diavolo è mai successa una cosa simile?
    In Sudamerica negli anni '70 '80 '90 c'era l'inferno politico e la miseria nera quella vera; che è successo? Niente di niente. Zero assoluto. E stavano infinitamente peggio di come stiamo noi oggi provenendo fra l'altro da un immediato dopoguerra che li aveva lasciati in una situazione abbastanza avvantaggiata e ricca di promettenti prospettive economiche e politiche.
    Inoltre: davvero si credere che le classi dominanti siano tanto cretine da non arrivare a capire una simile prevedibilissima banalità, che la gente se gli levi i soldi ci rimane male? Sanno perfettamente come gestirla perché sanno che la reazione sarà la resa e non la rivolta.
    Le élites saranno cattive quanto si vuole, i media mainstream faranno il loro sporco lavoro contro il quale è difficile opporsi ma noi non siamo esattamente dei fulmini di guerra, temo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Innanzi tutto benvenuto,
      Devo riconoscere che molto di ciò che dici corrisponde al vero, sono convinto che la miseria abbrutisca e disunisca piuttosto che risvegliare una coscienza di classe; che poi quale classe?
      E per questo credo che ci sia bisogno di partire il più presto possibile prima che la situazione diventi veramente tragica.
      Ci sono già segnali di disgregazione delle classi più abbienti che si palesa con una maggiore tendenza alla tesaurizzazione come risposta individuale all' incertezza verso il futuro.
      Riproporre una lotta di classe puntando solo sul proletariato in mancanza di un proletariato è ridicolo né possiamo aspettare la rinascita di un neoproletariato secondo le speranze dei tifosi della catastrofe, sarebbe troppo tardi.


      Elimina
    2. Partire con chi?
      O c'è un nome o un gruppo di richiamo - e non solo di richiamo ma anche di grande comoetenza economica e politica più una rete di relazioni importante - o non solo non si va da nessuna parte ma chi ti darà addosso per primo sarà proprio il popolo che pretendi di "salvare".
      La vedo malissimo, ragazzi.
      La prova del nove saranno le elezioni greche il 20 settembre.
      Se lí con tutto quello che è successo ritornasse a vincere Tsipras da solo o magari formando una coalizione di governo con ND direi che l'unica conclusione da trarne sarebbe che per questa vita ci possiamo mettere una pietra sopra.
      Insisto nel dire però che non ce la siamo giocata bene.

      Elimina
    3. Senza radicamento territoriale e commentando più o meno eruditamente sul web non si va da nessuna parte.
      C' è chi ci sta provando: ARS ed MMT stanno tentando un insediamento territoriale, ma per evidenti limiti politici e comunicativi non riescono a sfondare.
      Una strada può essere l' occupazione dei partiti tradizionali, ma li bisogna mettersi in gioco personalment, oppure saper fare politica anche in maniera tradizionale, inteso nel senso nobile di tradizionale, cioè non scendere tra la gente a propinare assiomaticamente analisi e soluzioni come un qualsiasi venditore di strada; bisogna invece avere l' umiltà di vivere tra la gente, nel popolo, per imparare e saper riconoscere le aspirazioni, le speranze e le paure di ogni persona.
      Solo così si acquisisce consenso per poter essere investito di quei ruoli che realmente consentono l' esercizio del potere.
      Mi permetto una piccola chiosa, ricordate che l' esempio viene prima di una buona dialettica e che quasi mai l' immagine che si ha di se stessi coincide con quello che vedono gli altri ed a tal proposito è più importante saper ascoltare piuttosto che saper parlare,

      Elimina
    4. Secondo me l'unica strada è aprire un meetup 5 Stelle e far eleggere un paio di rappresentanti. Si comincia da lí avvantaggiati dal fatto che si mandano avanti non dei ragazzi qualsiasi (anche se molto bravi come moltissimi fra i grillini) ma persone con una competenza economica di alto livello, gente espressione della società civile quindi con un'autorevolezza dovuta non solo alle conoscenze ma alle relazioni e alla capacità di stare in tutti gli ambienti.

      Questo però presuppone

      1) un grande unità di intenti e una grande disciplina nel mettersi in riga dietro alle persone, agli obiettivi e agli ideali sui quali ci si è accordati

      2) il fatto che effettivamente dei gruppi della società civile si decidano a unirsi e a scendere in campo prendendosi delle responsabilità. Mettendosi dalla parte del "popolo", contro quella classe dominante della quale fino adesso sono I remuneratissimi servitori proprio in funzione di blocco preventivo di qualsiasi coscienza di classe o pericolosa soggettività politica alternativa.

      Un programma un tantino ambizioso, temo.

      Elimina
    5. Sono stato sempre molto allergico agli ideali, preferisco gli obiettivi.

      Elimina
    6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    7. L'ideale è il fondamento del materiale.
      Anzi, sono gli ideali che definiscono cosa è materiale e cosa non lo è.
      Finché ci preoccuperemo delle analisi "razionali" prima che di come motivare le persone alle quali vogliamo comunicarle saremo perdenti.
      Le élites stanno vincendo proprio con il bombardamento di messaggi che ingiungono di pensare in maniera sempre pragmatica e materialista riuscendo a spacciare per "razionalità" una weltanschauung servile
      il cui scopo è solo quello di inibire qualsiasi anelito di ribellione allo status quo.
      Secondo il mio modod di vedere, naturalmente.

      Elimina
    8. Il tuo modo di vedere è sbagliato, la sovranità non è un ideale, ma una necessità, combattere il nemico con i suoi stessi mezzi senza avere i mezzi ti porta solo a scimmiottare il potere, poi per i neorisorgimentali c' è già l' ARS.

      Elimina
  5. @Francisco Goya che scrive: «Secondo me la classe sociale, con i suoi "interessi materiali condivisi", non è né mai sarà il luogo della formazione della coscienza politica degli sfruttati.»

    Permettimi alcuni richiami storici.

    1) Atene VI secolo a.c. - Solone, Pisistrato e Clistene, tre politici ateniesi che si fecero carico di gestire la transizione da un sistema oligarchico a uno democratico. Sullo sfondo una lotta di classe. I risultati furono positivi: Atene divenne la più importante polis greca fino a quando, con la riscossa della fazione oligarchica, andò incontro alla rovina.

    2) Roma 590 a.c. e decenni a seguire - Durissimo confronto tra gli aristocratici e la plebe, al termine del quale la Costituzione romana, profondamente riformata in seguito ai successi della plebe, si fondò per i successivi tre secoli sull'equilibrio tra le due classi. I risultati furono fantastici: la repubblica creò l'impero. La rottura dell'equilibrio, con Ottaviano, avvenne tuttavia con gradualità, e da ciò derivò la capacità di resistere ancora per quasi tre secoli. La fine, iniziata al termine della dinastia degli antonini, fu causata da una lunga guerra civile che non si risolse in una nuova sintesi a causa della pressione esterna esercitata dall'impero dei Parti e dalle migrazioni barbariche (nota: migrazioni, non "invasioni").

    3) Italia XII secolo e successivi fino alla fine del XV - i "servi della gleba" in fuga dai fondi costruirono libere comunità di uguali, il cui successo fu tale da contrastare e infine sovrastare per almeno due secoli il potere dei grandi feudatari.

    4) Inghilterra e Francia XVIII secolo - la nuova classe emergente borghese spazza via l'ancien regime

    5) XX secolo Russia - il proletariato, sotto la guida del partito leninista, spazza via l'aristocrazia terriera.

    Non mancano gli esempi opposti. Un esempio: Francia e Germania XIV e XV secolo - le ripetute rivolte dei contadini, prive di una guida politica, furono represse nel sangue. Un altro esempio: le ripetute e sfortunate rivolte degli iloti contro gli spartani.

    Dunque la lotta di classe attraversa i millenni e si incrocia, ovviamente, con le lotte tra stati, tra imperi o tra imperi e stati.

    Ritengo pertanto quanto meno affrettate sia la tesi "ci sarà la sollevazione" sia quella opposta "non accadrà mai niente". Anche in politica "la palla è tonda" e molto dipende dai giocatori. Qui ci stiamo occupando di uno di essi, che non solo non ha mantenuto le buone promesse iniziali, ma si sta dimostrando, sempre di più, un campione mancato. O forse un "brocco", come sostiene qualcuno in questo blog.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma non è un brocco, è un semplice arrivista con un folto strato di visone sullo stomaco.

      Sulla coscienza di classe gli esempi del lontano passato contano molto poco.
      Il più recente che hai portato è del 1917.
      Oggi, non ieri ma oggi, sulla base degli interessi economici in comune non si costruirà un bel nulla.
      È un gravissimo ostinato errore pensarlo e i risultati ce li abbiamo sotto gli occhi sia per quanto riguarda la disgregazione culturale delle masse sia per lo sfacelo della sinistra di impronta marxista ossia proprio di quella area politica che insiste pervicacemente nell'affidarsi a dogmi ideologici oggi del tutto inservibili.
      Oggi rispetto a quelli funzionano meglio addirittura i dogmi religiosi, pensa un po'.

      Elimina
    2. Cerrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrto, oggi è diverso!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      Elimina
    3. Dici che è uguale?
      La vediamo in maniera diversa.
      Quando vedrò anche solo dei lontanissimi prodromi di questa coscienza di classe ti darò ragione.
      Per adesso i fatti danno ragione a me.

      Elimina
    4. Diciamo che è leggermente diverso, il conflitto tra elite e resto del popolo non è mai stato risolto, certo tra aristocrazie e oligarchie ci può essere una notevole differenza, ma anche no.

      Elimina
  6. Qualcuno potrebbe aiutarmi a decifrare la frase

    Come ho detto fin dall'inizio, i vagoni piombati sono una pessima cosa, ma a molti, per non finirci, sarebbe bastato capire di meno...

    che chiude un commento di Bagnai pubblicato oggi pomeriggio sul suo sito?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me vuole dire che quelli che "avevano capito" erano i piddini dell'epoca. Churchill disse, riferendosi agli accordi sottoscritti a Monaco dalla delegazione guidata da Neville Chamberlain: "Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra."

      Come Chamberlain, molti ebrei in Germania sottostimarono le reali intenzioni dei nazisti.

      Elimina
    2. Quindi Auschwitz è colpa degli ebrei?

      Elimina
    3. Si rivolge a quel Roberto ironizzando sul fatto che, a detta del Vate (Water), si dà troppe arie di aver capito tutto e senza la dovuta autorizzazione, quindi sta rompendo le palle.
      Il riferimento ai vagoni piombati e a quelli a cui conveniva capire di meno per non finirci dentro significa che sta lì lìnper bannare il troppo audace utente Roberto.

      Non solum meretrix sed proterva meretrix.

      Elimina
    4. Le tue tecniche deduttive mi lasciano sconcertato. Illo, che mi costringi a difendere (me ne ricorderò), sostiene (e in questo ha ragione) che chi non capisce per tempo la determinazione del nemico perde l'opportunità di salvarsi. Tutto qua, che c'entra la "colpa degli ebrei?"

      Elimina
    5. Quindi gli ebrei sono stati dei fessi a non capire la determinazione dei nazisti nel volerli sterminare?

      Elimina
    6. Diciamo che sono stati ingenui. Si sentivano tedeschi, oltre che ebrei. Parlo degli ebrei della classe media (bottegai, artigiani e piccoli professionisti) perché quelli che stavano più in alto sono in gran parte emigrati per tempo. Loro sapevano, gli altri no.

      Allo stesso modo, oggi molti non capiscono le implicazioni quando gli parli del Fiscal Compact (per esempio). L'obiezione standard che mi fanno, quando tento di metterli sull'avviso, è più o meno questa: "troveranno una soluzione, quello che dici tu non possono farlo". Chissà perché, poi, non possono farlo...

      Hanno mandato milioni di persone a combattere in trincea, nel fango e tra i pidocchi, convincendole che quelli dall'altra parte erano diavoli... (e in molti si sono pure arruolati come volontari).

      Elimina
    7. E gli ebrei della classe media (bottegai, artigiani e piccoli professionisti) che non avevano la possibilità di emigrare si sarebbero salvati se fossero stati più scaltri?

      Elimina
    8. Ma come si sarebbero salvati se fossero stati più scaltri...
      Il Vate sta dicendo che si salva chi NON capisce, non chi capisce (ossia chi è scaltro).
      E gli ebrei non c'entrano niente, sta semplicemente avvertendo il signor Roberto che se insiste lo butta fuori.

      Elimina
    9. Questo non c'entra niente con il concetto espresso da Bagnai.

      Continui a costringermi a difenderlo. La mi vendetta sarà terribile.

      Elimina
    10. @ Francisco

      Se gli ebrei non c'entrano nulla perché usare la metafora dei vagoni piombati ?

      La questione mi interessa perché sto scrivendo un post per chiarire se Bagnai è o non è un cattivo maestro

      Elimina
    11. @Peter

      Ma non c'entrano niente gli ebrei.
      Vagoni piombati sta per "terribile deportazione" cioè la minaccia di bannaggio a Roberto.

      Sul fatto del cattivo maestro credo che non voglia discepoli se non per potersi munire di un minimo di seguito che gli consenta di presentarsi come un "qualcuno".

      Elimina
    12. Se glielo chiedete non fate prima? è sempre pericoloso fare l' esegesi delle piroette verbali diversamente analogiche.

      Elimina
    13. Ippolito,
      poco fa gli ho chiesto :

      Prof,
      potrebbe cortesemente chiarire la metafora dei "vagoni piombati" ? L'interpretazione è un po' difficile ...


      Vediamo se risponde ...

      Elimina
    14. Attendo con ansia la sua risposta

      Elimina
  7. Alberto Bagnai
    9 h · Modificato ·
    Dai, un momento di relax! Siamo stati nominati.
    La mission è molto semplice a questo punto. Battere il Sòla 24 Ore. L'anno scorso il Sòla ha avuto 24000 voti, noi 4000, il resto dei siti si son divisi gli spicci (i restanti 12000 voti). Dopo un anno in cui ha ragliato le solite abominevoli e pelose falsità, presumo che qualcuno si sarà svegliato, e il gradimento per il Sòla sia diminuito! Considerate però che votano circa 60000 persone, che a molti la categoria "economia" non interessa, e che il voto sul Sòla viene messo "per default" da quelli che devono esprimere un numero sufficiente di preferenze, ma non sanno a chi accordarla. Penso quindi che ancora per quest'anno l'obiettivo di battere il Sòla sia difficilissimo, ma tecnicamente non impossibile. Qui siamo 7000, su Twitter quasi 19000 (compresi molti che ci sono solo per rompere i coglioni, in entrambi i casi), ma quelli che non si dichiarano ma simpatizzano sono molti di più.
    Volete garbatamente esprimere la vostra disapprovazione verso i tromboni che vi danno dei deficienti solo perché non prendete più per oro colato le loro menzogne? Bene: cominciate a stracciarli qui. Aumentare il distacco dai gentili siti concorrenti sarà un segnale. Arrivare in testa alla classifica sarebbe un segnalissimo.
    Vi avvertirò quando potrete cominciare a votare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli piace barare al gioco e gli adepti della setta sono indispensabili

      A tal proposito può essere utile rileggere il post Il profeta scalatore

      Elimina
    2. Ho letto il profeta scalatore, complimenti è molto brillante.
      Per onestà vorrei segnalare che se il professore pescarese è quello che è, mi dovete però trovare un suo collega che sia "autenticamente" meglio.
      Per esempio prendiamo Brancaccio: come economista vale cento volte Bagnai e lo sovrasta anche come carisma.
      Questo però implica che EB ha molte più responsabilità del professore associato di provincia, che il primo molto più del secondo avrebbe il dovere di scendere in campo, di andare fra la gente, di sfruttare il proprio prestigio per cominciare a parlare Al cuore della gente di ideali di unione e di ribellione.
      Invece non lo fa.
      E allora chi è più furbastro o ignavo, quello con tanti evangelici talenti che però tiene tutti per sé o quello con meno talenti che ce la mette tutta per farsi i razziani "cazzi sua" sapendo già che altri ruoli più "gloriosi" non sarebbero alla sua portata?
      Non lo so mica...

      Elimina
    3. Se dovessi scegliere se buttare giù da una torre AB o EB non avrei dubbi, butterei giù ... suvvia, è inutile che ve lo dica ... butterei giù AB, per un motivo molto semplice: AB è un esaltato, un fanatico, e come tale è un soggetto destabilizzante, lo considero una figura negativa, al di là del fatto di non condividere le sue idee.

      In verità nemmeno EB mi convince molto ma non per il fatto che non s'impegni politicamente in prima persona, questo mi sembra invece un segno di intelligenza: oggi come oggi per guadagnare visibilità devi aggregarti a qualcuno ( AB si è aggregato con chiunque gli sia capitato a tiro) e lui probabilmente preferisce rimanere indipendente per non essere etichettato.

      Elimina
    4. Ah, che il pescarese sia destabilizzante mi pare un po' grossa davvero.
      Non riesco a immaginare una persona più rispettosa e adorante dello status quo dei rapporti di potere politici e sociali.

      In generale il problema è proprio questo, nessuno più è "destabilizzante".

      Su EB non è che deve accodarsi a qualche gruppo; dovrebbe diventare leader. Se non lo fa è perché sa di non esserlo o perché preferisce il piatto di lenticchie?

      Ho letto un libretto molto curioso di un signore aristocratico - ma comunista - che faceva il critico d'arte il quale si trovò a fare da cicerone ufficiale a Hitler e Mussolini nella famosa visita del 1938 in Italia del Fuhrer.
      Raccontava il narratore che gli era venuta in mente l'idea di assassinare entrambi ma non se l'era sentita perché ovviamente questo avrebbe significato essere immediatamente ucciso a sua volta.
      Ma la cosa interessante è che, forse da aristocratico o forse da lettore di Marx, faceva un certo ragionamento sulla borghesia (quindi lo stesso ambiente sociale dei professori di università) definendola una classe sociale intrinsecamente incapace di ribellione a causa del fatto che era troppo presa dalle proprie "fatigues" (il testo è in francese) ossia dal lavoro, dalle necessità materiali e dal desiderio di fare carriera.
      Siccome questo signore divenne un politico del PCI credo che in fin dei conti volesse dire che l'unica vera rivoluzione può provenire solo dal proletariato.
      Il fatto però che di sangue e di educazione fosse un nobile di antica e facoltosa famiglia unito alla nostra constatazione odierna che il proletariato come classe "per sé" non esiste più da decenni, potrebbe portare a conclusioni molto controcorrente e forse scandalose.

      Elimina
    5. @ Francisco

      soggetto destabilizzante = imbonitore che destabilizza le menti fragili

      Questo intendevo dire

      Elimina
  8. Sarà l' ora tarda, dopo riunione politica, ma per un momento ho pensato che Francisco sia Illo, ragiona troppo come Illo es. su Brancaccio, e che Peter sia un convinto sostenitore del ritorno alla sovranità il cui peggior nemico sarebbe proprio Illo.

    RispondiElimina
  9. Diciamo che è l'ora tarda allora...

    RispondiElimina

  10. Scusate, ritornando al tema dell'insicurezza, alla precarietá, alla paura.
    Credo che la paura ce l'abbiano tutti, disoccupati, precari, benestanti e ricchi. Solo i ricchissimi non hanno paura. Ma loro vivono in un mondo a parte senza contatto con la realtá. Possono fare quello che fanno perché sono completamente alienati.
    L'insicurezza ce l'hanno anche quelli che hanno lo stipendio fisso pagato dallo statoi. Perché il professore d'italiano di quel liceo ad esempio ha una moglie architetto disoccupata e con un solo stipendio e due figli, é dura. E quell'impiegato del ministero che guadagna tanto é disperato perché la sua unica figlia, biologa, disoccupata vuole emigrare negli USA dove le hanno offerto un posto di ricercatrice.
    E poi si parla continuamente di un'altra crisi ancora piú grossa dell'attuale che avverrá presto, tardi. Chissá!
    Lo dicono in tanti, persone serie, economisti prestigiosi, finanzieri, ministri, non allarmisti da quattro soldi.
    Cosí aumenta l'inquietudine, aumenta la sensazione di insicurezza. Non hai piú punti di appoggio, ti trema la terra sotto i piedi. E la paura e l'angoscia aumentano sempre di piú. Il pensionato che aveva risparmiato durante tutta la vita investendo in Bot per potere integrare la magra pensione, adesso é obbligato a magiarsi i risparmi perché deve anche mantenere la figlia divorziata disoccupata e con due bambini che é venuta ad abitare a casa sua.
    Bisogna escogitare un modo di produrre che ci metta al riparo da queste crisi ricorrenti, sempre piú mostruose, sempre piú globali. Un modello che sia proprio l'opposto di quello globale.
    Bisogna cioé puntare sull'economia a piccola scala, locale.
    Piccolissime, piccole e medie imprese locali.
    Peró come?
    Primo. Detassando alla grande! Perché adesso sono tartassate a dei livelli tali che si possono solo definire sadici.
    Secondo. Sburocratizzando drasticamente.
    L'iniziativa privata é bloccata da una serie di regolamenti assurdi che sembrano proprio creati per scoraggiare anche i piú coraggiosi. Un gelataio mi diceva che quando mette musica nel locale, deve pagare i diritti alla SIAE! Ma vi rendete conto? Io gli ho detto ma fregatene e lui mi ha risposto: magari! controllano e danno multe salatissime! Pazzesco! Questo in un comune piddino ovviamente.
    Bisogna parallelamente stimolare il piccolo commercio. Togliendo le tasse anche a loro. Riducendo i regolamenti numerosissimi e assurdi che sono obbligati a seguire e che non solo intralciano l'attivitá e fanno perdere tempo, ma che umiliano e vessano.
    Stimolare la ripresa del piccolo commercio non solo per offrire uno sbocco ai disoccupati, ma soprattutto per aumentare la qualitá della vita delle cittá.

    RispondiElimina
  11. Ma scusate, perché debbo prendere la macchina e andare in uno di questi ipermercati cosí deprimenti con queste musiche di sottofondo cosí ripugnanti messe apposta per ottundere la mente e fare comprare il non necessario?
    Perché devo comprare le prugne del Cile o le noci della California? O la seppia dell'oceano indiano?
    Voglio il fruttivendolo sotto casa perdio!
    Voglio poter comprare quelle prugne Claudia cosí profumate e carnose che crescevano nell'unico albero del giardinetto di mia nonna. Voglio la coda di rospo del mio mare!
    Pensate quanto carburante risparmiato! Le autostrade senza camion!
    Bisognerebbe anche favorire i piccoli negozi d'artigianato. I piccoli artigiani in generale. Non solo detassandoli ma dandogli degli aiuti per l'affitto, agevolandoli int utti i modi. Dovrebbero essere protetti come le razze in estinzione.
    Sono loro che rendono le nostre cittá cosí attraenti.
    Noi italiani abbiamo una tradizioe antichissima. Siamo creativi, ingegnosi, abbiamo un gusto squisito. Siamo artisti un po' tutti.
    Meno i funzionari del PD che non hanno mai capito niente, perché mancano di sensibilitá e cultura. Perché sono dei burocrati nell'anima. Sono dei burocrati in ogni loro manifestazione. Sono dei desalmados come dicono in Spagna.
    Stiamo attenti! I burocrati sono molto pericolosi! Cosa erano gli impiegati dei campi di sterminio, in essenza? Dei burocrati.
    Le COOP, gli ipermercati del PD, hanno contribuito a uccidere tutto il piccolo commercio.
    "Tanto i commercianti sono tutti dei disonesti, che ti rubano sul peso! Lasciamoli crepare!"
    L'odio al piccolo impresario e al piccolo commerciante é connaturato non solo nel piddino purtroppo, ma un po in tutta la sinistra. Mi ha sorpreso udire Brancaccio parlare addirittura di metastasi riferendosi a loro.
    Invece il piccolo commercio dovrá essere ripristinato. Queste saracinesche chiuse dovranno riaprire. Le strade delle cittá dovranno ridiventare quello che erano! Allegre, piene di colori e diversitá. Poter passeggiare guardando le vetrine e trovare quell'oggetto speciale che non vedrai mai nelle grandi superfici. Quei mobiletti originali, utili e belli che fa quel simpatico ragazzo gay. Finalmente qualcosa che non sia di Ikea! Poter trovare il burro e le uova dell'agricoltore della tua provincia. Possibilmente biologiche.La marmellata della fabbrichetta inserita nella piccola azienda agricola. Tante piccole fabbriche alimentari! Ognuna con la sua specialitá.

    RispondiElimina
  12. Poter chiacchierare del piú e del meno con la signora che ti vende il kefir e fare i complimenti al suo bel bambino in carrozzina. Ridere per le battute del fruttaiolo cosí birichino! Parliamo con la cassiera del supermercato? Sappiamo se é sposata, se ha figli?
    Bisogna inoltre appoggiare le monete locali che giá esistono e favorire la nascita di nueve. Che mille monete locali crescano!
    Perché il concetto che stá sotto a tutto questo e che é fondamentale, l'obiettivo startegico per nulla utopistico, l'obiettivo politico, l'obiettivo rivoluzionario che ispira tutto questo é il raggiungimento dell' AUTOSUFFICENA ALIMENTARE ED ENERGETICA. Quattro parole molto semplici che capiscono tutti all'istante. Tipo PANE E PACE PER TUTTI.
    AUTOSUFFICENZA ALIMENTARE E ENERGETICA
    Non solo a livello nazionale o regionale. Ma anche a livello di quartiere, di condominio, di unita familiare addirittura.
    Ci sono esperienze in tutto il mondo, ormai consolidate. Uno se volesse, potrebbe avere una casa completamente autosufficente sia a livello di cibo che energetico, compresa anche l'acqua.
    Quindi accompagnare e appoggiare le esperienze giá esistenti di questo tipo, fomentare, finanziare, stimolare la realizzazione di orti nei terrazzi, nei tetti, nei balconi. Nei davanzali invece di gerani, pomodorini e basilico!
    Si sa che per mantenere una famiglia bastano pochi metri quadrati di terra coltivata con i criteri innovativi per esempio del giapponese FUKUOKA. Quello della LA RIVOLUZIONE DEL FILO DI PAGLIA.
    E nelle cantine la coltivazione dei funghi. Nelle cantine, negli armadi, addirittura nei cassetti si puó coltivare per esempio il fungo SHITAKE che ha moltissime proprietá.
    Ed eventualmente qualche gallina in balcone. Che bello poter udire il gallo all'alba!
    Tra l'altro, cosa importantissima, fondamentale, i tetti con gli orti cambiano il microclima delle cittá e neutralizzano l'inquinamento.
    Per quanto riguarda l'energia é solo una questione di volontá politica, perché la tecnologia é ormai molto semplice. C'é gente che si fa da sé i pannelli solari. Esistono addirittura dei fogli di plastica che si appiccicano ai vetri e sono pannelli solari.
    E tutte queste misure cosa producono?
    SICUREZZA!!
    Perché se hai da mangiare e da scaldarti non hai piú il terrore della crisi. Non hai piú paura di niente.
    Tutti sanno che durante le guerre quelli che stanno in campagna sono gli unici che non patiscono la fame.
    E noi siamo in guerra! Ci hanno vinto e occupato economicamente.
    E i piddini sono i collaborazionisti attuali. E Renzi il loro capo.
    Riassumendo, se un partito propone questi obiettivi nel suo programma cosa otterrá?
    Prima di tutto l'adesione di tutti i piccoli commercianti, impresari etc. Quella dei giovani disoccupati che potranno aprire un negozio o una attivitá. Di tutti i pensionati che soffrono moltissimo per la mancanza dei negozi vicino a casa. Che ameranno poter coltivare un orticello. Ma anche di tutti gli altri. Perche tutti, a parte i piddini, capiscono immediatamente che sono obiettivi fattibili e sensati. E quindi ti voteranno.
    (nella prossima puntata Il BASIC INCOME)

    RispondiElimina
  13. L'idea dei funghi (allucinogeni?) da coltivare in cantina è FANTASTICA!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Niente da fare, oggi Fiorenzo sei decisamente poco empatico®

      Elimina
  14. Sai solo prendere in giro? Grazie comunque per avere degnato di leggermi.

    RispondiElimina
  15. Per avere degnato di leggermi non é corretto, vero? Per averti degnato di leggermi. Per esserti degnato di leggermi, credo. Quando ho fretta faccio errori perché sono immarsa in un'altra lingua da tanti anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cmq sei troppo forte e simpatica Dianade.
      Il tuo quadretto da " mulino bianco Barilla" mi ha quasi commosso.
      Ti inviterei a rileggere ciò che hai scritto.

      Elimina
    2. @ Ippolito

      La tua risposta è l'emblema del predominio assoluto a livello ideologico, propagandistico, concettuale e valoriale conquistato dalle élite. Naturalmente con la partecipazione interessata, o meglio in pieno conflitto di interessi, dei partiti collaborazionisti che esse hanno usato e continuano a usare allo scopo come loro strumenti, promettendo ad essi quella mancia che sarà la prestazione a titolo oneroso dei servizi un tempo resi gratuitamente dallo Stato, che proprio quei partiti stanno smantellando un pezzo per volta.
      Obiettivo, far credere che una società a misura d'uomo come quella descritta da Dianade non possa più esistere. Valore per delegittimare il quale, prima di tutto a livello ideologico, caro Ippolito, tu utilizzi proprio uno degli archetipi più falsi e lobotomizzanti che quella propaganda ti ha condizionato ad accettare senza manco rendertene conto, e tantomeno comprendere la sua reale valenza, quale veicolo di affermazione del modello di società cui quelle élite hanno deciso di giungere
      Sto parlando dell'ordinamento neofeudale naturale evoluzione dell'iperliberismo oggi imposto dal PD con le sue politiche di destra finanziaria, in cui a una massa indistintamente pauperizzata e ridotta al nomadismo teorizzato tanto dal Bagnai pre-euro quanto dalla Boldrini che è la vera avanguardia ideologica del partito di cui fai parte, corrisponde un potere esercitato in forma assoluta non dal feudatario di qualche secolo fa, ma dalla grandissima impresa o meglio dalla multinazionale. La quale proprio come il signorotto di allora si arroga il potere di vita o di morte su persone deprivate di qualunque diritto, stante il completo abbattimento di qualunque forma di tutela sociale, che non a caso è proprio ciò che oggi viene perseguito dal partito in cui militi. Primo tra i quali diritti, proprio il vivere in condizioni adatte al benessere del genere umano.
      Parafrasando il Nanni Moretti che mi è sempre stato sulle palle come pochi, nella sua spocchia da piddino imborghesito e degenerato in PD-ota, con gente simile non vinceremo mai.

      http://pauperclass.myblog.it/2015/08/28/sto-ignazio-marino-dove-ai-caraibi-alceste/

      Elimina
    3. Mi sono già scusato con Dianade più giù, quando avrò capito cosa hai scritto mi scuserò anche con te,se ci riesco non compromettono nulla.

      Elimina
  16. Car ragassuole e ragassuoli ho una cosa che ritengo estremamente interessante da sottoporre alla vostra onorevole attenzione.

    Conoscete il professor Piga, un conservatore di destra keynesiano tenacemente attaccato all'idea che la UE è riformabile. Uno che quindi non prende nemmeno in considerazione l'idea di un'uscita dall'eurozona, anzi che la ritiene un disastro dalle conseguenze molto gravi.

    Ebbene in un post di qualche settimana fa è comparso, fra i (pochissimi) commenti dei lettori, un accorato intervento di un altro celebre professore anche lui molto "borghese", Pier Giorgio Gawronski. Il quale Gawronski invita caldamente Piga ad aprirsi a posizioni nuove "che non tradiscono i tuoi e i nostri valori" (quelli della borghesia conservatrice [della minchia]) ossia all'idea dell'a bandono di una moneta unica "disfunzionale, autoritaria, socialmente regressiva e finanziariamente pericolosa".
    Non mi pare che il signor Gawronski fosse su posizioni cosí radicali qualche tempo fa.
    Insomma, se anche l'alta borghesia comincia a sentire certe ansie le cose potrebbero davvero prendere una piega inattesa.
    Certo che di quella gente non c'è assolutamente da fidarsi ma intanto si sbloccherebbe l'impasse poi magari a questi signori gli si fa scappare il controllo della situazione di mano...non so, ma comunque sia ritengo quel breve post (la parte in italiani) un segnale molto significativo.
    Per la cronaca Piga non gli ha risposto e nei post successivi non si è smosso di pezza anzi a mio avviso ha quasi ironizzato su quelli che chiama i "noeurini".
    Temo che ci sia un problema di QI non molto alto ma a quelli ci pensa la ramazza della storia, purché si attivi.

    Il link al commento di Gawronski

    http://www.gustavopiga.it/2015/leuropa-delleuro-di-habermas-si-grazie-ma-non-troppa/#comment-10700

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d' accordo soprattutto sui " della minchia "
      Avevo letto la roba di Gravoschi ( su per giù ) mi era piaciuto tanto, ma gli manca sempre qualcosa ai " della minchia ".

      Elimina
  17. Goya, Gawronski conferma la mia tesi che anche i ricchi hanno la strizza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dianade

      La strizza della borghesia benestante e colta non c'entra niente con l'insicurezza esistenziale della classe veramente subalterna.
      Nel primo caso può essere il catalizzatore di una presa di coscienza che porta al costituirsi di una nuova soggettività politica finalmente contro lo status quo; nel secondo caso al contrario funziona da inibitore assoluto di qualsiasi tipo di risposta.

      L'unica strada a mio a viso è che in una prima fase sia la borghesia locale benestante e colta quella che prende coscienza comprendendo che deve rivolgersi al popolo. Dopo una lunga fase di lotta potrebbero cambiare i rapporti interni fra gli "alternativi" (la coalizione di borghesia locale e popolo) e a quel punto nascerebbe una ulteriore inedita soggettività politica fondata realmente su una visione rivoluzionaria comunitaria e solidaristica.
      Forse stiamo assistendo ai prodromi del primo passo, quello della presa di coscienza dei borghesi.
      Ci vorrà molto tempo però e una lunga fase di lotta durissima che sarebbe saggio mettere in preventivo fin da subito (non come certi signori che vanno blaterando di "uscite comode". Non esistono vie comode per chi vuole liberarsi della propria schiavitù).

      Elimina
    2. Scusa Goya, ma los indignados non erano mica borgesia colta e benestante. Io c'ero, li ho visti, erano quello che tu definisci classe subalterna, e che io preferisco definire precariato, non piú proletariato quindi, ma precariato. Perché la precarietá e quello che maggiormente connota la loro condizione lavorativa e quindi esistenziale. Per me capire questo é fondamentale. Le classi subalterne ci sono sempre state, ma bisogna saperla cogliere la specificitá di un dato momento storico per poter proporre degli obiettivi che vadano incontro ai loro bisogni. E quello che caratterizza maggiormente la condizione delle classi subalterne attuali é giustamente la precarietá.

      Elimina
    3. Eh, e gli indignados che hanno combinato di concreto?
      Prima vediamo i fatti, per esempio un trionfo elettorale o due o tre anni al governo, come si comportano in un confronto duro con la Troika, quanto continua a sostenerli il popolo dopo le prime difficoltà e poi parliamo della autonoma soggettività politica del "popolo".
      Per adesso non esiste assolutamente niente che la lasci presagire né in Italia, né in Spagna, né in Grecia né da nessuna parte.BOh, sono passati 8 anni otto dall'inizio della crisi, non so se mi spiego...

      Non è che ce l'ho con "il popolo" ma credo che la risposta politica non nascerà dal "basso-basso"; nascerà piuttosto dalla alta borghesia locale che poi dovrà rendersi conto di dover rinunciare alla sua egemonia sulle classi subalterne in quanto fondata su un'alleanza con le élites internazionali non più riproducibile.
      Cioè, come forse dimostra il post di Gawronski che ho linkato, le élites stanno per sbarazzarsi delle borghesie locali e questo se lo capiscono li "deve" obbligare a una risposta di rottura col passato.

      Mie opinioni che andranno verificate col tempo.
      Diciamo che se in Grecia rivince Syriza o la coalizione con ND sono un bel po' di punti a mio favore.

      Elimina
    4. Il tuo quadro è coerente Goya, la scintilla fondamentale nascerà solo quando la borghesia si renderà conto che sta per essere ricacciata in un neoproletariato.

      Elimina
    5. @ Francisco,
      e chi è riuscito a combinare qualcosa di concreto, nelle condizioni attuali?

      E perdonami se te lo dico con tanta franchezza, a iniziare da te, che hai portato una lunga serie di critiche, ma senza mai non dico presentare, ma neppure far balenare, una qualche forma di alternativa percorribile al pensiero altrui.
      .
      Quindi, come vedi, ci troviamo tutti quanti in ottima compagnia.

      Elimina
    6. @Clack

      Scusa la franchezza ma tu leggi o fai finta di leggere?
      Ho detto chiaramente quale sarà a mio avviso l'unica possibile strada e chi dovrà intraprenderla in prima battuta.
      Ti roego quindi di risparmiarmi i predicozzi preconfezionati.

      Se hai qualcosa da dire sul merito di quello che ho detto, come hanno fatto altri utenti, ti seguirò con attenzione altrimenti se resti sul moraleggiamento a vanvera possiamo chiudere qui.

      Grazie

      Elimina
    7. Calma teniamo a freno gli ormoni, siamo qui per discutere non per litigare.
      Noi tutti abbiamo una idea o un ideale, se volete, per il futuro, ma le nostre aspirazioni sono impossibili da realizzare senza sovranità e reale democrazia, siamo qui per questo...
      ...a no scusate per questo c' è il blog di Illo che però 3 troppo più avanti...
      Insomma liberiamoci dell' euro ed a scannarci politicamente ci pensiamo dopo...
      Scusa Peter

      Elimina
  18. Scusa Dianade, i tuoi interventi sono molto appassionanti, ma con tutto il rispetto le cose che dici tu le abbiamo sentite centinaia di volte da tutti, ma proprio tutti perfino da politici piddini.
    Il tuo è un decalogo di tante buone intenzioni, il problema è come applicarlo?

    PICCOLO COMMERCIO
    Che la burocrazia e le tasse soffochino l'iniziativa privata è un fatto purtroppo noto. Ci aggiungerei nel particolare anche il caso delle strisce blu, che indirettamente levano clientela. E' vero che ci sono le rogne come la SIAE. Questo era un istituto fondato durante il fascismo volto a proteggere la proprietà intellettuale e che sopravvive tutt'ora perchè conviene un po' a tutti, non per niente viene sempre messo a capo un cantante o un cantautore.
    Poi non conosco il tuo caso ma penso sia difficile voler basare interamente la propria economia sul piccolo commercio. Esiste una cosa, infatti, chiamata "economia di scala" a cui tutte le imprese hanno interesse a tendere. Le imprese non è che restano piccole per sempre. Gucci prima di diventare una multinazionale della moda era una bottega posseduta da un artigiano toscano, Versace faceva l'apprendista da sua madre sarta.
    Non so comunque in quale zona abiti, ma nella mia città ci sono due centri commerciali e il fruttivendolo ambulante sotto casa mia viene sempre :-)
    Le monete locali? Brava una cosa austrianissima.

    AUTOSUFFICIENZA ALIMENTARE ED ENERGETICA
    E come vorresti ottenerla visto dal 1987 l'Italia ha rinunciato al nucleare? Certo, ci sono le fonti rinnovabili, ma cosa ne abbiamo ricavato visto che gli investimenti in fotovoltaico e solare non hanno fatto altro che pompare un mercato mantenuto con le bollette dei contribuenti? Inoltre per realizzare un'economia basata sulle rinnovabili avremo bisogno di campi dove costruire gli impianti, e allora addio terreni agricoli! Addio idilliaco paesaggio rovinato dalle pale eoliche!
    Tu dici magari di coltivare gli ortarelli in casa. Ma uno ovviamente può farsi il suo orticello per hobby, ma non può diventare la sua misura primaria di sostentamento. La gente in casa ci abita per mangiare, dormire e riposarsi, tutto il resto del tempo è fuori a lavorare.
    Invece di investire per il bel mondo della campagna, sarebbe meglio investire in industrie, perchè l'industria è la spina dorsale di una nazione, e senza un forte settore industriale che produca merci e dia posti di lavoro possiamo benissimo gemellarci con la Thailandia.

    PS:
    @Per Goya
    La posizione dei borghesi Gawronsky e Piga non deve stupirti affatto. Come diceva Marx "l'insulto preferito dei borghesi è darsi del borghese tra di loro" ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E per questa nuova rivoluzione industriale italiana a parte il ritorno al nucleare un bel fracking di tutto l' adriatico non ce lo vogliamo mettere?

      Elimina
    2. Di ritornare al nucleare non l'ho mai detto. Ho detto soltanto che dopo il 1987 non c'è stata una politica energetica seria (ma non c'è stata neanche una politica in generale, a dire il vero).
      Tra l'altro ricordo che il boom economico l'abbiamo conseguito grazie allo sviluppo industriale dei grandi complessi pubblici e privati come la FIAT, l'ENI e l'industria alimentare.
      Qualcosa per ottenere la piena occupazione la dovremo pur fare, non è che il ritorno alla sovranità può essere fine a sté stesso.

      Elimina
    3. D' accordo, ti chiedo scusa se alle volte posso sembrare polemico, così come chiedo scusa a tutti e Dianade in particolare.

      Elimina
  19. Attenzione attenzione (ki o tsukete!!!)

    Nell'ultimissimo inserimento nei sondaggi per il settembre 2015 su Wikipedia i dissidenti di Syriza superano l'11%, Alba Dorata supera il 10 e Syriza perde tre punti percentuali pur aumentando il suo distacco su ND.
    Vuoi vedere che quel coglione di Tsipras ha fatto l'ennesima cazzata?
    Speriamo di vederlo a testa in giù a Piazza Syntagma il traditore.
    Questo smentirebbe in parte le mie considerazioni sul "popolo"...ne sarei felicissimo...

    RispondiElimina
  20. Petyr, l'autosufficenza energetica é possibile a livello familiare e anche per le piccole aziende. Giá adesso. Anche quella alimentare é possibile. Ci sono delle tecniche che hanno rivoluzionato il modo di coltivare la terra. Come la permacultura. Adesso é molto piú facile e meno faticoso. Ci sono tanti disoccupati e anziani in gamba!
    "Le strategie “dal basso verso l’alto” partono dall’individuo e si sviluppano attraverso l’esempio e l’emulazione fino a generare cambiamenti di massa. La permacultura non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la loro autosufficienza e autoregolazione."
    Puntare sull'autosufficenza l'economia locale a piccola scala é l'unico modo di mettersi al riparo dalle crisi globali.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Suggerisco allla sognante di riprendere contatto con la realtà. Che piaccia o no, il mondo nel quale viviamo (la realtà esistenziale in cui naviga il nostro essere) non è il casolare di campagna, ma questo.

      Non ho altro da aggiungere. Sapeste quanti sogni mi faccio, ma so di essere nato per vivere oggi, qui ed ora. Nel mio mondo ideale ci sono tante casette autosufficienti, tutte abitate da bellissime fanZiulle che si innamorano di me non appena mi vedono. Nel mio mondo ideale...

      ...nel mio mondo reale, tra un paio di giorni devo vedere un tizio per una questione di interessi, e mi sto preparando per rompergli il culo.

      Elimina
  21. Hai letto la risposta di clack a Ippolito?
    il link lo potro vedere solo mercoledi perche non sono a casa.
    Me lo posso imaginare.
    Tu pero la casetta in campagna c'e l'hai, no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma tu hai capito cosa mi diceva Clack? Io ancora no, eppure l' ho riletta tre volte.
      Un' altra cosa che non ho capito è cosa c' entri quel modello di società che hai tratteggiato con l' euro.
      A scanso di equivoci a me piace ciò che proponi, è sicuramente un mondo molto bello, ma lo ritengo irrealizzabile compiutamente, o almeno non riesco ad immaginare come se ne possano creare le condizioni.

      Elimina
  22. Non dice delle cose molto carine su di te. Forse per questo non lo capisci o dici di non capirlo. Avevo premesso: uscita dall'euro condicio sine qua non.
    Sono tutte realizzabili.
    Per esempio Fiorenzo da súbito potrebbe farsi un orto visto che ha la casa in campagna, con la permacultura.

    RispondiElimina
  23. Fiorenzo sono riuscita ad aprire il link. Un Mostro Marino come quello di Schettini. Uno di quelli dove gli anziani intruppati ballano la Zumba sul ponte. Turismo di massa, coatto, idiota, distruttivo. I pensionati farebbero meglio a stare a casa a coltivare le verdure o a godersi i nipotini. Questo per me è già il passato.
    A proposito non si vede neanche un essere umano. ELA PIENA OCCUPAZIONE?

    RispondiElimina
  24. Dove sono gli esseri umani? E secondo te quelle travi, quelle macchinine e quei motori chi li ha creati? :-D

    RispondiElimina
  25. Il problema è che c' è tantissima gente a cui non piace quel modello di società, neanche questa per carità, ma per costruire quel modello come pensi di procedere Dianade?

    RispondiElimina
  26. Petyr, chiaro che che ci sono, ma sono pochini. Fanno quasi tutto i robot. O no?
    Ippolito pazienza, arriverà anche quello. Intanto perché non ci racconti le tue idee? Che società ti piacerebbe?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Molto semplice Dianade a me sarebbe piaciuto che si fosse realizzato compiutamente lo spirito originario della nostra costituzione.
      Piu modestamente io sono impegnato politicamente, forse un po' troppo perché ho due figli ancora piccoli, nella mia città dove stiamo combattendo perché ci sia una gestione virtuosa dei rifiuti compreso l' amianto.
      Ma è dura Dianade, molto dura.
      Sono orgoglioso perché nel mio piccolo con altri amici siamo riusciti ad impedire che fosse aperto l' ennesimo supermercato aperto 24 ore al giorno 7 giorni su 7.
      Sono piccole cose lo so, forse delle vittorie di Pirro, ho trascurato i miei figli nella speranza, un giorno, di poterli guardare negli occhi senza dover abbassare lo sguardo per la vergogna.
      Finora di più non sono stato capace di fare, ma non sono ancora stanco di combattere.

      Elimina
    2. Per chiudere la discussione, consiglio la lettura di questa interessantissima intervista a Riccardo Campa, docente di sociologia all'Università di Cracovia e intellettuale di sinistra.

      Elimina
  27. Molto interessante, grazie Paetyr, mi lasciano perplesso ed inorridito le considerazioni sulla bioingegneria; per il resto mi sembrano sempre molto attuali alcune categorie del pensiero socialista delle origini, così come mi sembrano sempre molto attuali le critiche mosse fin dall' inizio agli ideali socialisti e comunisti, ideali che a dispetto del fine ultimo cui esse tendevano hanno storicamente portato, ovunque messe in pratica, ad una società di straccioni ed all' umiliazione dell' individuo. I veri meriti dei paesi dominati dal totalitarismo comunista si sono visti al di qua del muro di Berlino finché è esistita una credibilità o timore delle oligarchie capitaliste nei confronti del patto di Varsavia.

    RispondiElimina