Due sere fa sul blog del Profeta di Pescara è accaduto un fatto curioso. Purtroppo non ho fatto in tempo a fare uno screenshot e quindi non posso documentarlo. Peccato ... Vi posso però raccontare quello che è successo: ad un certo punto ho notato un commento,
questo, che mi pareva meritevole di attenzione sia per il contenuto e sia perché si trattava chiaramente di un classico caso di
censura oculata cioè di un commento senza diritto di replica pubblicato ad uso e consumo degli adepti per schernire il commentatore in questione.
Il direttore d'orchestra aveva dato il via alle danze con un sarcastico "
Sei mitico" (che, in questo caso, nel linguaggio pippesco voleva dire "
Sei un imbecille").
Sono intervenuto con una domanda semplice semplice ("
Prof, perché non entra nel merito?") ma non stato preso in considerazione (tipico caso di
silentium)
Ho aspettato qualche ora e poi, verso le 23, sono intervenuto con una domanda da finto tonto:
Prof,
una domanda relativa all'ultimo grafico: prima di Monti l'indice della produzione industriale era in fase ascendente ?
Non l'avessi mai fatto! Il Prof ha pubblicato la domanda e subito mi ha coperto con una valanga di insulti dicendo che non sono solo un malato di mente ma anche uno stupido perché a suo dire non sapevo leggere il terzultimo grafico del post.
A quel punto, verso le 23.45, senza reagire agli insulti, ho replicato con il seguente commento:
Prof,
quindi era in fase discendente, dico bene? E da quando?
Dal febbraio del 2011? Lei ritiene che il calo del periodo febbraio-novembre 2011 non abbia alcuna relazione con il calo del periodo successivo? Cioè che tutto quello che è stato deciso in termini di politica economica e fiscale nella fase che ha preceduto l'ingresso sulla scena di Monti non abbia avuto alcun influsso negativo sul periodo successivo ?
Poco dopo sono andato a vedere se per caso il commento era stato pubblicato ed ho notato subito che stranamente era calato (da 40 a 38) il numero dei commenti: scorrendo i commenti con mia grande sorpresa noto che era stata cancellata la mia domanda precedente e la replica al vetriolo del Prof.
Non saprei dire se il Prof si è autocensurato perché si è reso conto che la sua replica era troppo offensiva o perché si è reso conto che la mia domanda iniziale era troppo ingenua per essere la domanda di uno stupido, forse ha intuito il mio scopo e si è chiuso a riccio, fatto sta che volevo dimostrare che l'ultimo grafico del suo post e relativo commento sono fuorvianti perché danno l'impressione che il calo della produzione industriale del 2012 sia imputabile solo all'austerità di Monti, come se le manovre del duo Berlusconi-Tremonti non avessero avuto alcun impatto sulla recessione del 2012-2013.
Perché insistere sull'austerità di Monti e rimuovere il ruolo delle manovre del duo Berlusconi-Tremonti è così importante nella narrazione pippesca? Perché accentuare l'impatto negativo delle manovre di Monti è più facile perché sembra evidente a chi si accontenta di analisi abborracciate e perché è più facile, a furia di considerazioni superficiali, legare la figura di Monti alla crisi complessiva dell'€zona per arrivare a sostenere che
l'euro comporta l'austerità e che
non ci può essere un euro senza austerità.
Recentemente il Prof ha negato, a sua insaputa, di aver sostenuto una cosa del genere. Lo ha fatto quando si è lamentato dei
CDS ( i cosiddetti Cretini di Sinistra) i quali avrebbero a suo dire il vizietto di
attribuire all'avversario (cioè a lui)
che una condizione sufficiente sia necessaria.
" ... questo i CDS - scrive il Prof
- con me l'hanno fatto migliaia di volte: "Tu dici che l'euro implica l'austerità! Ma l'Inghilterra (o il Guatemala, o la Terra del principe Giorgio) non ha l'euro e ha fatto austerità!" E certo: perché l'euro è condizione sufficiente per l'austerità. Basta che ci sia il cambio fisso (o la moneta unica), e l'aggiustamento si scarica sui redditi (il recupero di competitività passa per il taglio dei salari).
Ma se l'€ è solo una condizione sufficiente per l'austerità come lo può essere qualunque moneta visto che
l'aggiustamento si scarica sui redditi (il recupero di competitività passa per il taglio dei salari) anche dove l'€ non c'è (ad esempio
UK ), ne consegue che tramonta l'implicazione
euro=austerità: l'austerità non è legata solo all'€ ma è in generale il frutto di scelte politiche che maturano in determinati contesti, quale che sia la moneta.
Inoltre, se l'aggiustamento si scarica sui redditi e sui salari a prescindere dalla moneta anche in presenza di politiche fortemente espansive (cfr. il caso del
Giappone), se economie che hanno la stessa moneta reagiscono in maniera diversa alla crisi ed economie che hanno monete diverse reagiscono in maniera simile, evidentemente avere o non avere la sovranità monetaria è un falso problema perché si possono fare scelte di politica economica inefficaci o errate pur avendo la sovranità monetaria e si possono fare scelte di politica economica efficaci pur non avendola.
Giunti a questo punto comincia a tramontare anche la Goofynomics perché se avere o non avere la sovranità monetaria è un falso problema, se l'austerità non è legata solo all'€ ma è in generale il frutto di scelte politiche che maturano in determinati contesti, allora il problema non è l'€ ma come è stato e come viene gestito.
A sua insaputa lo ha ammesso
ieri sera lo stesso Bagnai:
... non ci sarebbe stato nessun bisogno di applicare anticipatamente il bail-in, di strozzare la Grecia, di adottare il Fiscal compact ecc., se semplicemente si fosse preso atto del fatto che la crisi nella quale ci troviamo definisce circostanze eccezionali, quelle rispetto alle quali le normative sul bail-in prevedono una sospensione della sua applicazione, i Trattati europei prevedono infinite salvaguardie, compresi i controlli dei movimenti di capitali, ecc. [...] se la volontà politica di cooperare esistesse, non saremmo in crisi, perché, anche a legislazione vigente, una serie di decisioni ingiustamente punitive, prese con la scusa di "applicare le regole", sarebbero tranquillamente cadute nel regime di eccezione e quindi avrebbero tranquillamente potuto non essere prese, in nome della solidarietà e della condivisione dei costi del progetto europeo.
Insomma, se il problema non sta nell'€ in quanto tale bensì nella volontà politica che lo governa, se il problema non è l'€ ma la sua gestione, un altro euro è possibile ?
La risposta di Alberto Bagnai è
NO, un altro € non è possibile, proprio perché manca lo spirito di condivisione per un progetto comune, manca la volontà politica di cooperare. Ecco perché è necessario uscirne. Ma in che modo? Sul punto la proposta di Alberto Bagnai è cambiata 3 volte in 5 anni (ne abbiamo già parlato nel post
Bizzarrie peskaresi )
- uscita unilaterale
- euro a 2 velocità
- dissoluzione controllata dell'€zona
Il paradosso è che queste proposte ( cfr. ad esempio il
Manifesto di Solidarietà Europea che Bagnai ha sottoscritto poco dopo la pubblicazione del
Tramonto) richiedono più spirito di condivisione per un nuovo progetto di assetto economico dell'Europa ed una maggiore volontà politica di cooperare di quanto non ne sia richiesta per arrivare a "riformare" l'€ o per convincere i partners europei che non è il caso di applicare rigidamente le regole dei Trattati date le condizioni eccezionali della crisi.
A questo punto tutta la Goofynomics può tramontare serenamente e non la rimpiangeremo, tanto più in considerazione del fatto che il Prof non ha più proposte da fare ma aspetta passivamente da almeno un annetto lo sfaldamento caotico, a suo dire imminente (ma lo dice da 5 anni), dell'€zona con conseguente guerra mondiale.
Allora la domanda é: se la cattiva gestione dell'€ è causata principalmente da un deficit di solidarietà e cooperazione, se per un'uscita "pilotata" o una dissoluzione concordata dell'€zona serve più solidarietà e cooperazione che per "riformare" l'€, se non è auspicabile una rottura traumatica dell'€zona perché il deficit di solidarietà e cooperazione aumenterebbe invece di diminuire (per non parlare del rischio di una crisi economica e finanziaria senza precedenti), non è preferibile e tutto sommato meno problematico creare le condizioni politiche per rimuovere il deficit di solidarietà e cooperazione che frena lo sviluppo e l'integrazione dell'€zona e correggere le disfunzionalità di sistema sulla base di una visione che ha come obiettivo centrale la diminuzione delle disuguaglianze ?
Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l’assillo dei riequilibri contabili.
(Federico Caffè)