giovedì 23 aprile 2015

La guerra santa dell'ayatollah pescarese

Qualcuno di voi ricorderà la fatwa dell'ayatollah Khomeini, all'epoca leader politico e religioso dell'Iran, contro lo sventurato Salman Rushdie, reo di aver oltraggiato il Profeta cioè Maometto. Eravamo nel 1989.


26 anni dopo quell'episodio, oggi l'ayatollah di Pescara ha lanciato una fatwa contro lo sventurato Salvatore Biasco [che nella fatwa non viene nominato esplicitamente ndr ],  reo di aver oltraggiato, con insulse ipotesi catastrofiste, il Verbo del Profeta ( N.B.  nell'universo parallelo di Gooofylandia il Profeta è anche la massima autorità religiosa e politica, costui è Uno e Trino, Spirito e Materia, Maestro e Duce ) e di fomentare la guerra civile tra gli infedeli adoratori del Male ( = €) ed i crociati che lo combattono.

Nelle intenzioni dell'ayatollah pescarese gli esecutori della fatwa dovrebbero essere Fassina & Co. :

"E allora, miei cari amici della sinistra PD, si applicheranno a voi le parole di Churchill: "Potevate scegliere fra il disonore (di restare nel PD) e la guerra (dei vostri compagni di merende). Avete scelto il disonore: avrete la guerra".

Vi farò sapere, chiamo io, e quando vi chiamerò, voi mi porterete una testa su un piatto.
Sapete quale: quella del più squallido e insignificante cialtrone disinformatore che accogliete nei vostri eletti seminari.

Questa offerta vale un mese: poi, a ogni mese che passa, le teste che vorrò saranno di più, e se non me le darete voi me le andrò a prendere io, facendo del mio meglio per bruciare il terreno intorno a chi, come voi (e come questo video dimostra) sta attivamente consegnando il mio paese alla guerra civile."

"Questa situazione - scrive il Profeta in un breve intervento che fa da preambolo ad una lettera all'amico Vlad [che non è Vladimir Luxuria bensì il noto nostalgico della DDR Vladimiro Giacché ndr ] - ormai potrà terminare solo con una guerra civile, dopo una parentesi più o meno lunga e sempre più probabile di repressione anche formale della democrazia. Eppure ci vorrebbe tanto poco a influire sul corso degli eventi. Basterebbe che i referenti di un certo piddinume, pur non dicendo la verità, cominciassero a prendere le distanze dalla menzogna.".

Fassina & Co., pur essendo "eredi spirituali di Prodi, Letta, e Bersani, quelli che erano (e sono?) del rigore e dell'euro" potrebbero redimersi e così evitare la guerra civile - spiega il Profeta - distanziandosi dalle menzogne propalate da certi intellettuali e/o economisti di riferimento tipo Biasco."Ora sta a loro agire" . Se non lo faranno, peggio per loro : " Lo sanno, quello che vogliono? No? Male, perché chi sta in piazza, mi pare abbastanza chiaro, quello che vuole lo sa:  la loro testa."

Insomma, se Fassina & Co. non agiranno secondo la prescrizione della fatwa, anche le loro teste, e non solo quella di Biasco, saranno in pericolo.

Ma non è tutto : secondo voi la fatwa contro Salvatore Biasco poteva bastare  ?


No, non poteva bastare ed infatti il Profeta ha lanciato oggi anche una mini-fatwa contro "Appellisti" e "Uscistidasinistra".

Secondo voi dopo la fatwa contro Salvatore Biasco e dopo la mini-fatwa contro "Appellisti" e "Uscistidasinistra" poteva mancare l'anatema finale ? No, non poteva mancare ed infatti c'è  :

Voi siete il male, noi siamo la cura.

In estrema sintesi : il Profeta è il Bene ed il custode della Verità,  Er Cavajere Nero che combatte il Male ( = €) e la Menzogna ( =  PD). Egli è anche la Luce che illumina ("sono illuminista") ed è un Grande Taumaturgo come Colui che morì sulla Croce per la salvezza dell'Uomo.

Si racconta che nella primavera del 1973 il Reverendo Jim Jones abbia iniziato un sermone dicendo: “Per una serie inspiegabile di ragioni, accade che io sia stato scelto per essere Dio”.

Il Profeta di Pescara non è ancora arrivato a tanto ma forse prima o poi ci arriverà.

P.S. Il sospetto che il Profeta sia ormai intenzionato a fare il suo partitello ( cfr qui e qui )  rimane in piedi, la fatwa è solo un escamotage per guadagnare tempo, evidentemente il Profeta non vuole uscire allo scoperto impreparato, deve prima organizzare la milizia.


42 commenti:

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    1. "io ogni volta che ti leggo mi chiedo quando imparerò a scrivere..."

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    2. Corrispondenza d' amorosi grafi

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    3. A proposito: Giacchè di che partito è?

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  2. E con questa Giacché ha perso la mia stima umana

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    1. Ma no, Giacche è un signore, è (lui sì) umile, è in debito con Bagnai di una visibilità che non ha chiesto, ne condivide tutto sommato il pensiero economico, è un tattico cresciuto alla vecchia scuola comunista.
      Bagnai, con l'escamotage della lettera, contestuale alle esternazioni-test sulla discesa in politica, vuol dare l'impressione che Giacché si stia unendo a lui nel serrate le fila.

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    2. Flauto a sei Puffi, lei è molto acuto e molto addentro il fronte sovranista e il magico mondo di Bagnai. Molto puntuale davvero. Come hja acquisito tanta competenza nei due campi? Getti la maschera.

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    3. Caro Pierre, diamoci del tu, in questo ambito si usa.
      C'è poco da essere addentro, se sono acuto, grazie, sono un acuto osservatore, non c'è bisogno di una frequentazione diretta per notare quel che scrivo. Come tanti, sì, ho incrociato questi ed altri signori, ma non mi sopravvalutare.

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  3. Scrivono e parlano bene tutteddue (entrambi). Anche tu, Peter, scrivi molto bene.
    Molto suggestivo il tuo post, descrive molto bene il ciglio del baratro sul delirio. Certo che di personalità strane nel fronte sovranista ce ne è in abbondanza, quello più normale mi sembra proprio Giacché.

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    1. Non posso fare altro che ringraziarti per l'attenzione che mi dedichi e colgo l'occasione per ringraziare anche gli altri commentatori.

      Forse avete notato che ho tolto la moderazione : l'ho fatto per evitare inutili attese e per rendere le discussioni più "frizzanti".

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  4. Qui è infame anche verso la classe degli insegnanti precari, i quali

    "meritano la fine che stanno facendo, e forse anche una fine peggiore. Non posso avere pietà di chi, ritenendo di appartenere a un ceto intellettuale, non riesce a mettere due fatti in fila e a trarne quelle corrette conclusioni che grazie ai miei libri e al mio blog tanti umili hanno tratto."

    Siamo alla parodia del divino quando, pur accessibile a tutti, non viene accolto per colpa.
    I piccoli, gli umili mi hanno accolto e voi no, direbbe qualche vangelo che Bagnai suole parodiare a suo uso e consumo. Non so come pensi di invogliare alla sua lettura qualche insegnante, chiunque lo trovi per caso su facebook. Qui emerge la sua stupidità sottovalutata, il suo vizio compulsivo, di cui pure lui fa menzione, immaginando il disappunto di Giacché. La favola della rana e dello scorpione non basta a descrivere il Bagnai scorpione più che crotalo. La riduzione naturalistica, come già dicevo, è un'attenuante indebita. Nemmeno Bagnai è un animale.

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  5. Il paragone con la fatwa e al resto è un'iperbole sarcastica e porta al sorriso, ma c'è poco da ridere.
    Bagnai è uomo laico e di sinistra, perciò piuttosto che all'islam, questo pezzo feroce fa pensare ad un altro italianissimo, somigliantissimo testo:

    "Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, che più modestamente di questi nemici del popolo vogliamo la morte. (...) il suo volto è diventato abituale e conosciuto per i compagni che hanno imparato ad odiarlo. (...) Nelle strade e nelle piazze il proletariato emetterà il suo verdetto, lo comunicherà, e ancora là, nelle piazze e nelle strade lo renderà esecutivo."

    L'articolo è di Adriano Sofri, su Lotta Continua nel 1970, e ricorda il Bagnai di oggi e di tante altre aggressioni prontamente accolte dal tripudio dei suoi.
    Sia ben chiaro, non temo che Bagnai abbia piani terroristici, non è nemmeno all'altezza delle sue ambizioni politiche. In fondo è un leone da tastiera, pronto a balbettare quando lo coglie in castagna un Becchetti, mica Schauble. Ma quando uno è cattivo maestro, in genere lo si scopre troppo tardi, dopo che qualche disperato ha compiuto un brutto gesto: perché non arriva la salvezza o più semplicemente il lavoro.
    E dopo magari viene fuori il suo piccolo santuario, il suo livre de chevet, la sua militanza, anche solo virtuale.

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  6. Ricordo il periodo, allora ero un adolescente affascinato dai più grandi che giocavano alla rivoluzione, nella università della mia città si incontravano spesso Franco Piperno e Toni Negri e la retorica era la medesima.In verità Bagnai mi è sempre sembrato molto attento a bacchettare e stigmatizzare i "gestoeclatantisti", probabilmente è consapevole che menti deboli e teste calde possano nascondersi tra i suoi lettori. Purtuttavia il pericolo di concimare male piante è reale, come reale sembra a tratti una deriva delirante da una parte e repressiva autoritaria dall' altra. Sarebbe il caso che chi ha una certa autorevolezza ed anche noi, nel nostro piccolo, tenessimo bassi i toni dello scontro. Le ragioni di chi, ed io tra questi, rivolge le sue critiche alla moneta unica come strumento di lotta di classe e dominio dei popoli, sono legittime e fondate.
    Inquinare il dibattito con personalismi patologici, deliri, secondi fini più o meno inconsci, usando un linguaggio violento indebolisce le ragioni dei sovranisti e la ricerca e messa in campo di soluzioni al problema che si intende risolvere, è un peccato perchè è il problema della uguaglianza tra gli individui , del rispetto tra i popoli, della democrazia partecipata e di quel bene essenziale che è la pace sociale.

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  7. Fiorenzo Fraioli oggi ha postato un articolo corredato da una graziosa email inviatagli da Bagnai. Lì si misura tutta la nobiltà d'animo del personaggio.
    http://egodellarete.blogspot.it/2015/04/pe-falla-corta-per-falla-breve-mio-caro.html

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    1. No, l'email me l'ha inviata proprio DIO, che mi ha anche detto, in privato, che presto il "personaggio Bagnai" verrà eliminato dalla telenovela "Un euro al sole". Gli sceneggiatori (i 4 evangelisti) pensano di farlo ricoverare... ;-)

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    3. Lo stile di scrittura era inconfondibile e non era di Dio ma di un tale cui piacerebbe esserlo.

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    4. Dio deve essere diventato uno stalker

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  8. Quello con Fiorenzo sembra più un fatto personale che un conflitto ideologico, del resto anche Fiorenzo sembra accompagnarsi troppo facilmente a personaggi per cosi dire emotivi, almeno così mi è parso commentando in un suo post su FB, se mi sbaglio chiedo scusa ovviamente.

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    1. Con il Nostro tutto diventa un fatto personale ed è proprio questo il punto. Basta che non lo adori ed è così. Non vedo proprio come il pacato Fiorenzo sia censurabile, nè vedo personaggi emotivi vicino a lui. Poi l'emotività è una cosa, umiliare è un'altra. Grimaldi, forse dovrebbe avere un contatto con il nostro eroe, così si renderebbe conto che non è il caso di minimizzarne le reazioni.

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    2. Al momento non ci tengo, preferisco ancora la foca, che dio la benedoca.

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    3. Lei è astuto, Grimaldi. Non a caso sta nel Pd.

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  9. Caro Peter, pur concordando con il nocciolo del post sono in disaccordo con la descrizione che dai di Giacché. Non mi sembra davvero un nostalgico della DDR, quanto autore di una descrizione molto efficace di ciò che è avvenuto con quella descritta ipocritamente come riunificazione che invece è stata un'annessione. Operazione che ha dato alla Germania una spinta poderosa alle sue politiche mercatiste, avendo inglobato a costo zero le aziende dell'est, forti esportatrici verso il blocco sovietico e l'oriente. Nel frattempo con l'equiparazione del marco dell'est con quello dell'ovest ha ridotto in miseria la popolazione, oltre a utilizzarla come serbatoio di manodopera a basso costo e mercato di sbocco, per tutte le merci che la DDR produceva in precedenza e non più in seguito all'annessione. Il tutto con un corollario di pastette e corruzioni che farebbe trasecolare il più convinto autorazzista de' noantri, tipologia notoriamente straconvinta della rettitudine irraggiungibile delle genti germaniche. In una parola, la mezzogiornificazione dell'un tempo florida Germania Est, il cui benessere è stato fagocitato dall'ovest seconda la nota attitudine tedesca di porre attenzione esclusivamente ai propri interessi materiali, trascurando ogni altra considerazione, in particolare per le vittime di tale atteggiamento.
    Una prova generale, insomma, di quello che sarebbe avvenuto con la moneta unica, compendiata in maniera da rendere con estrema chiarezza qual è il destino nella moneta unica di ogni paese che non sia la Germania.

    Detto questo, rilevo che nel link postato da Pierre c'è una missiva inviata da Bagnai a Fraioli, nella quale vi è un riferimento agli "umili" che lo pone al medesimo livello del Commendator Barambani della saga di Fantozzi, quello di "miei cari inferiori..."
    Da piegarsi in due dal ridere, se non fosse che il Prof.non si rende conto neppure di essersi allineato alle più pietose figure caricaturali della storia della comicità italiana. Solo che quelle erano, appunto, caricature mentre lui invece fa sul serio.
    A questo punto, allora, tanto per restare bello stesso ambito, dovrebbe intervenire il medico di pronto soccorso che prestò le prime cure allo Zoccaro interpretato da Carlo Verdone in "Bianco, Rosso e Verdone, quello di Magdaaaa!. Il medico, riferendo alla moglie le condizioni ldello Zoccaro in seguito all'incidente con il camion guidato da Mario Brega, disse: "Piuttosto Signora, terrei suo marito sotto controllo".
    Detta missiva infatti è l'ennesima riprova che il suo autore sembra aver perso ormai ogni residuo contatto con la realtà, dalla quale appare completamente dissociato.
    In condizioni simili, la denominazione più consigliata per il suo futuro partito non può essere che S. Maria Della Pietà.

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    1. Lo volete capire che BAGNAI NON MI HA SCRTTO NESSUNA EMAIL? La lettera NON è di Bagnai. Ho finto che DIO mi scrivesse e ho IMITATO lo stile del pescarese.

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    2. Concordo al 100% col giudizio che da di Giacché, persona stimabilissima e di una chiarezza ed autorevolezza ammirevole (benché egli non mi abbia concesso la sua amicizia si fb).
      Mi permetta caro Clack un altro piccolo appunto: secondo il divino si dice" mezzogiornizzazione" e non "mezzogiornificazione"come direbbe un Brancaccio qualsiasi.

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    3. A Fiore' ti sei dato del pezzo di fango da solo?

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    4. Scusa Fraioli ma non era affatto CHIARO.
      Dobbiamo delle scuse al Nostro, allora. Anche se il fatto che l'abbiamo scambiata per autentica dovrebbe farlo riflettere...

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    6. @ Ippolito, se lui dice così, allora io continuo nell'altro modo.
      Per ovvi motivi :-D

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    7. Rinuncio volentieri a sapere se la mail è di Bagnai o alla maniera di. Fiorenzo ha tutto il diritto di negare o di scherzare. L'unica cosa certa è che dio imita Bagnai, che prima o poi si stufa. Dio avvisato, mezzo salvato.

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  10. Ci fosse stato scritto "pizza di fango" avrei pensato te l' avesse spedita Borghi

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  11. Proporrei di fare un partito noi cinque.Chi ci sta?
    Fraioli potrebbe fare il nostro candidato.
    Pierre il nostro portavoce e testa di ponte con i media.
    Clack la minoranza, ci vuole altrimenti non è un partito serio.
    Flauto l' ideologo.
    Peter il nostro polemista.

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    1. Il fatto che io non sappia contare non è una prova

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    3. Io, per la verità appartengo alla parte minoritaria della minoranza, siamo proprio un partito senza Speranza.
      Cmq non era per offenderti, ma per confermare il giudizio di Fraioli su di me

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  12. Essere additato a minoranza da un piddino è un pessimo insulto.
    Basta vedere quegli invertebrati della minoranza di quel partito che si lamentano di questo e di quello ma poi votano tutto.

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  13. @ Ippolito
    si, lo so che non volevi insultarmi.
    Resta il fatto che la minoranza del PD è fatta di invertebrati.
    Per quelli della maggioranza, invece, proprio non ci sono parole atte a descriverne l'abisso di squallore.

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  14. La minoranza del PD non esiste è tutto falso, le distinzioni sono solo apparenti e su temi deboli, avere posizioni differenti consente alla Balena Rosa l' ambiguità necessaria a sopravvivere nelle diverse contingenze storiche.
    Esiste invece una parte politica che sta realmente differenziandosi proprio sulla questione della moneta unica, purtroppo siamo stati prontamente placcati da personaggi come Bersani, D' Alema, Civati and company che avranno veramente il compito di renderci minoritari all' interno di una falsa minoranza. Giacché non se lo è cagato nessuno li a Roma, è stata una cosa vergognosa e capisco tutta la delusione del prof che ingenuamente ci aveva creduto.

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    1. Dunque stando alle tue parole, cui non ho motivo di non credere, la sedicente minoranza non è solo di invertebrati, ma anche di falsi, dato che stanno recitando una parte a uso e consumo dei gonzi che ci credono.
      Ti pregherei di circostanziare meglio la questione della parte politica che sta differenziandosi e quella di Giacché non filato da nessuno. In quali circostanze?

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  15. Mi sembra infine il caso di precisare che il riferimento agli umili che fa tanto Commendator Barambani del "miei cari inferiori" si trova in un virgolettato che non fa fa parte della lettera che Fiorenzo dice di aver ricevuto dalle divinità celesti.
    Sembrerebbe allora che il mio commento al riguardo non sia fuori luogo, anzi. Dunque non posso che confermarlo.

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